News di Matepristem

11/12/2018

Questo il titolo dello spettacolo, di e con Maria Eugenia D'Aquino, che conclude le celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Maria Gaetana Agnesi, matematica e benefattrice milanese, che sarà in scena Pacta dei Teatri di Milano dal 18 al 22 dicembre 2018.

Partendo da un salotto del Settecento, lo spettacolo ripercorre la vicenda umana e scientifica di questa "grande" donna, rivelando i segreti della sua anima, i suoi desideri, le sue passioni e quello sguardo lungimirante sul mondo che l'ha portata ad averne una visione davvero rivoluzionaria. Una storia preziosa, come i gioielli che le furono regalati dall'Imperatrice Maria Teresa d'Austria perché potesse sostenere le sue ricerche. Non ci si stupisca, dunque, se, al termine dello spettacolo, il salotto si popola di personaggi del suo tempo.

29/11/2018

Il 28 novembre Andrea Milani Comparetti, astronomo e docente di Matematica all'Università di Pisa, è stato trovato, intorno alle 22, senza vita nel fosso di via Volta, a Ghezzano frazione di San Giuliano Terme. Comparetti aveva 70 anni e secondo una prima ricostruzione fatta dalla polizia intervenuta sul posto, è probabile che prima di morire l'uomo stesse viaggiando in sella a una bici. Tra le ipotesi alla base del decesso gli inquirenti non escludono l'urto contro un'auto pirata.

Andrea Milani Comparetti

 

Nato a Firenze nel 1948, il padre, Adriano Milani Comparetti, fu un neuropsichiatra pioniere nella riabilitazione neuropsichiatrica infantile e suo zio fu il "maestro di barbiana" Don Lorenzo Milani. Dopo la laurea in Matematica nel 1970 all'Università di Milano, si perfezionò presso la Normale di Pisa. È stato membro della SIMCA (Società Italiana di Meccanica Celeste e Astrodinamica) e dell'Unione Astronomica Internazionale. Ha fatto parte inoltre del comitato che studia i pericoli derivanti da possibili impatti di corpi celesti con la Terra. Era appassionato ed esperto di storia della Russia e per hobby si dilettava a scrivere storie di fantascienza. A lui è dedicato l'asteroide 4701 Milani.

20/11/2018

Segnaliamo l'articolo apparso sul Corriere della Sera del 20 novembre in cui si presenta Sabrina Gonzalez Pasterski, fisica delle particelle che a soli 25 anni è considerata l'erede di Albert Einstein per l'impatto delle sue ricerche e scoperte.

 

Nata Chicago ma di origine cubana, Sabrina Gonzalez Pasterski ha studiato presso il Massachusetts Institute of Technology e attualmente è iscritta al corso di dottorato di ricerca in Fisica all'Università di Harvard. Oggi studia i buchi neri, la gravità e le regole che governano lo spazio-tempo, soprattutto dal punto di vista della meccanica quantistica. Corteggiata dalla Nasa e da Jeff Bezos (patron di Amazon) per il suo progetto spaziale Blue Origin, è stata inoltre inserita dalla rivista Forbes tra le trenta personalità under30 più promettenti.

Qui l'articolo

14/11/2018

Dalle geniali formule del matematico Giuseppe Peano (1858-1932) è stata creata una linea d'abbigliamento in edizione limitata, a firmare la collezione è la designer Carolina Peano, 32 anni originaria di Cuneo e pronipote del matematico piemontese.

Giuseppe Peano, nato nel 1858 in una fattoria di Spinetta e morto nel 1932 a Cavoretto, fra i suoi risultati più noti, fornì il primo esempio di una curva che riempie una superficie, la cosiddetta "Curva di Peano". E proprio da questa curva è partita Carolina Peano, di cui Giuseppe era il fratello del bisnonno paterno.

Prime iterazioni della curva di Peano

 

La curva di Peano è una curva piana parametrizzata da una funzione continua dall'intervallo [0,1] al quadrato Q=[0,1]×[0,1] che ha la particolarità di riempire lo spazio delimitato del quadrato (in altre parole è suriettiva).

Tessuto ispirato alla curva di Peano

 

Ogni modello deriva dalla rappresentazione visiva della Curva: stilizzata, come "fantasia" di tessuto ma in realtà è la raffigurazione estetica di un oggetto matematico. Divertente la scelta del nome per questa linea: Delresto. Infatti, per omaggiare l'antenato celebre anche per il "resto di Peano" negli sviluppi di Taylor, Carolina Peano solitamente si presentava come "il resto di Peano".

30/10/2018

Secondo lo studio pubblicato sul Journal of Ethology dal gruppo della Società giapponese per la promozione della scienza coordinato da Naoko Irie, anche gli elefanti asiatici saprebbero contare. Dopo pulcini e api, anche nei pachidermi si sono rilevati aspetti cognitivi che sono gli stessi alla base dei calcoli più elementari, come distinguere quantità diverse di frutti. Non si tratta quindi di una conta vera e propria ma bensì il saper distinguere una quantità più grande di un'altra.

Irie e il suo gruppo hanno addestrato l'elefantessa di 14 anni Authai, dello zoo Ueno di Tokyo, a imparare a usare un touch screen per saggiarne le abilità matematiche attraverso un loro programma. L'animale doveva scegliere tra coppie di figure quelle col maggior numero di frutti come banane, angurie e mele. Authai ha indicato la figura corretta 181 volte su 271, ovvero nel 67% dei casi.

L'elefantessa Authai alle prese con i "conti"

 

Come ha spiegato il neuroscienziato Giorgio Vallortigara dell'Università di Trento: "La matematica approssimata, il cosiddetto 'senso del numero' sembra diffusissimo nel regno animale, sia nei vertebrati che negli invertebrati. (…) a differenza dei casi analizzati finora nei quali la capacità degli animali era approssimata, per esempio erano più bravi a distinguere 8 banane da 2 rispetto a 8 da 7, questo elefante sembra capace di rispondere indipendentemente dalla distanza numerica. Un po' come se facesse un'aritmetica precisa, che di solito richiede l'uso di simboli esterni, come facciamo noi esseri umani quando andiamo a scuola. Sarei, però, molto cauto nell'interpretare i dati, perché si tratta di un solo animale".

17/10/2018

Il Dipartimento di Economia, Società, Politica dell'Università "Carlo Bo" di Urbino in collaborazione con il Centro PRISTEM organizza per il 13.esimo anno il ciclo di conferenze "Matematica e …". Una serie di incontri pomeridiani rivolti agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori finalizzati a fornire elementi di riflessione sui punti di contatto tra matematica e altre discipline.

Gli argomenti, rinnovati ogni anno, spaziano dai collegamenti fra matematica e fisica fino a matematica e danza, passando per musica, economia, psicologia, storia, e servono a suggerire spunti per cogliere le connessioni tra le varie discipline anche in funzione dell’esame di stato e delle future scelte universitarie.

Tutte le informazioni sul sito: https://eventi.uniurb.it/matematicae/

Qui il programma.

08/10/2018

Secondo il 25° rapporto del 2017 di OD&M Consulting, società specializzata in risorse umane, i neolaureati magistrali al loro ingresso nel mondo del lavori hanno una retribuzione annua in media pari a 26000 euro circa (oltre 6000 euro in più rispetto ai solo diplomati).

Andando a vedere meglio, anche tra i laureati ci sono delle differenze in base alla tipologia di laurea: sono quelle tecnico scientifiche a garantire uno stipendio migliore (26600 euro circa) e in particolare ingegneria con una retribuzione media superiore ai 28000 euro. I laureati in discipline umanistiche devono accontentarsi di un reddito medio di 21000 euro, mentre i laureati in discipline economiche rientrano nella media con 26000 euro.

© Corriere della Sera

01/10/2018

Sul numero 3279 del 26 settembre 2018 di Topolino è stata pubblicato il fumetto "Topolino e i numeri del futuro" in cui il prof. Marlin del museo di Topolinia a bordo di una macchina del temposi ritorna al 16 dicembre 1955 per assistere all'inaugurazione del calcolatore Finac presso l'Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo di Roma diretto da Mauro Picone. Un'avventura che coinvolge Topolino, Pippo e tutti i lettori.

Si tratta di un progetto di divulgazione scientifica curato dagli sceneggiatori Disney Francesco Artibani e Fausto Vitaliano in collaborazione con vari scienziati italiani, dal nome Topolino Comic&Science. Vi segnaliamo a proposito l'articolo di Gian Italo Bischi apparso sul sito BoLive dal titolo "Topolino e i numeri del futuro".

24/09/2018

Non c'è ancora una pubblicazione, ma solo un annuncio che mette in subbuglio la comunità matematica mondiale. Il matematico britannico sir Michael Atiyah (Medaglia Fields nel 1966; Medaglia Royal nel 1968; Medaglia De Morgan nel 1968; Medaglia Copley del 1988; Premio Abel nel 2004) ha dichiarato, intervenendo al convegno Heidelberg Laureate Forum in Germania, di aver dimostrato uno dei problemi matematici più importanti di sempre, irrisolto da quasi 160 anni, la cosiddetta ipotesi di Riemann.

Nell'abstract presentato si legge: "L'ipotesi di Riemann è un famoso problema irrisolto postulato nel 1859. Ne presenterò una semplice dimostrazione, ottenuta utilizzando un approccio radicalmente diverso. Si basa sui lavori di von Neumann (1936), Hirzebruch (1954) e Dirac (1928)".

L'ipotesi, formulata per la prima volta nel 1859 da Bernhard Riemann, è considerato il più importante problema aperto della matematica: è l'ottavo dei ventitré problemi di Hilbert proposti nel 1900 e nei sette Millennium Problems, per la cui soluzione di ognuno il Clay Mathematics Institute offre un premio di un milione di dollari. Rigurada gli zeri non banali della funzione zeta di Riemann ζ(s) e afferma che questi giacciono sulla retta s = 1/2 + it con t numero reale e i unità immaginaria.

La sua importanza deriva dalle conseguenze sulla teoria dei numeri primi, infatti l'andamento della funzione zeta (e in particolare la distribuzione dei suoi zeri) risulta legato alla distribuzione dei numeri primi nell'insieme dei numeri naturali.

Il mondo della matematica ha appreso la notizia con le dovute cautele, prima è necessario aspettare che la dimostrazione sia sottoposta al processo di revisione dei pari e quindi pubblicata. Ma essendo coinvolto il nome di Michael Atiyah la curiosità e le aspettative sono alte.

Di seguito l'estratto del discorso in cui si annuncia la dimostrazione.

21/09/2018

Secondo la rivista Nature sono 11 i ricercatori emergenti che stanno lasciando il segno nella loro disciplina; selezionati tra i migliori 500 profili che hanno pubblicato almeno un articolo in una delle 82 riviste del Nature Index, due di questi sono italiani: si tratta della chimica Silvia Marchesan dell'Università di Trieste e Giorgio Vacchiano dell'Università di Milano.

In particolare, Vacchiano del dipartimento di scienze agrarie, si occupa dell'applicazione dei modelli matematici per la gestione forestale al fine di garantire biodiversità, sicurezza idrogeologica e materie prime rinnovabili.

11/09/2018

Segnaliamo l'articolo apparso su Le Scienze dal titolo "Gli strani numeri all'origine dell'algebra moderna" in cui si racconta della scoperta, avvenuta nel XIX secolo, dei quaternioni da parte del matematico irlandese William Hamilton. Le applicazioni furono immediate e rappresentarono uno strumento per descrivere le rotazioni nello spazio, cambiando per sempre la fisica e la matematica.

Qui l'articolo

08/09/2018

Il 28 e 29 settembre 2018 nuovo appuntamento "faccia a faccia con la ricerca" con MEET me TONIGHT, l'edizione italiana della Notte Europea dei Ricercatori che si festeggia in tutta Europa per avvicinare il grande pubblico ai temi e ai protagonisti della ricerca e dell’innovazione. Laboratori interattivi, dialoghi su temi d'attualità, di scienza, di ricerca e innovazione, poi conferenze ed esposizioni, questo il ricco programma della manifestazione che si terrà a Milano e Napoli (e altre città lombarde e campane).

All'appuntamento milanese che si terrà presso i Giardini Indro Montanelli, parteciperà anche l'Università Bocconi con incontri sulle applicazioni della matematica all'economia.

03/08/2018

Il fisico italiano Giovanni Gallavotti dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha ricevuto il Premio Poincaré per la Fisica matematica, si tratta del primo italiano a vincere questo importante onorificienza che viene assegnata ogni tre anni dal 1997. Gallavotti è stato premiato per le sue ricerche sulla meccanica statistica, sulla teoria quantistica dei campi, la meccanica classica e i sistemi caotici.

Nato a Napoli il 29 dicembre 1941, Gallavotti si è laureato in Fisica presso l'Università Sapienza di Roma nel 1963 e due anni più tardi si è perfezionato all'Università di Firenze, dove ha insegnato dal 1965 al 1966. Quindi ha lavorato in Francia, presso l'Institut des Hautes Études Scientifiques dal 1966 al 1968 e poi negli Stati Uniti, presso la Rockfeller University di New York dal 1968 al 1970. Al ritorno in Italia, ha insegnato alla Sapienza, poi nell'Università di Napoli, dal 1972 al 1975 e di nuovo alla Sapienza. Ha insegnato inoltre nell'olandese Rutgers University e nel Dipartimento di Matematica dell'Università americana di Princeton. Ha vinto premi prestigiosi, come il premio del "Presidente della Repubblica" assegnatogli nel 1997 l'Accademia dei Lincei e la medaglia Boltzmann nel 2007.

Giovanni Gallavotti

 

Gallavotti ha così commenatato la vittoria: "Lo considero un premio alla carriera. Nella motivazione c'è la traccia del mio percorso culturale. È stata una cosa inaspettata, sono molto contento". Nella sua carriera scientifica Gallavotti ha spaziato in molti settori, come la meccanica statistica, la teoria quantistica dei campi, i sistemi caotici, ma il filo rosso del suo lavoro è "l'interesse per le tecniche utilizzate per studiare i vari problemi fisica, anche se sono molto diversi tra loro. Quello che mi interessa è la scienza della natura, sia nei suoi aspetti storici sia in quelli tecnici".

16/07/2018

Segnaliamo l'articolo "La matematica espressione dell'essere" apparso su il Manifesto del 14 luglio scorso in cui si riporta la notizia della ripubblicazione, a trent'anni dalla prima uscita, de L'essere e l'evento (Mimesis, Milano, 2018) primo volume della trilogia con L'immanence des vérités del filosofo francese e professore emerito dell'École Normale Supérieure di Parigi Alain Badiou.

Qui l'articolo

12/07/2018

È stata pubblicata lo scorso 5 luglio la relazione INVALSI sullo stato dell'apprendimento degli studenti italiani  risultati dei test INVALSI. Il risultato più evidente è che il sistema scolastico nel sud è molto meno efficace rispetto al resto del Paese, così si legge nel rapporto: "Nel Mezzogiorno il sistema scolastico è non solo meno efficace ma anche meno capace di assicurare agli alunni le stesse opportunità educative". Affermando così che il sistema non equo nei confronti degli studenti che si ritrovano ad affrontare il futuro partendo da livelli diversi.

Nella scuola primaria le differenze sono piccole, ma a partire dalle analisi sulla terza classe secondaria di primo grado i risultati medi tendono a divergere significativamente rispetto alle aree geografiche, tendenza che si consolida nella secondaria di secondo grado.

Dato interessante è quello relativo agli immigrati (circa il 10% degli studenti), se quelli di prima generazione ottengono scarsi risultati, quelli di seconda generazione recuperano e ottengono risultati migliori degli italiani, ad esempio 8 in Matematica rispetto a 5,7.

09/07/2018

Sin da Pitagora si sapeva che la somma di due quadrati può essere un
quadrato ma, secoli più tardi, Eulero dimostrò che mentre la somma di due cubi non può
essere un cubo (caso particolare dell'ultimo teorema di Fermat), la
somma di tre cubi può essere un cubo. Così nel 1769 Eulero formulò questa regola generale: se eleviamo alla n-esima potenza p numeri interi e sommandoli vogliamo ottenere ancora un numero intero elevato alla potenza n, allora p deve essere almeno pari a n. Cioè elevati alla potenza 4 dobbiamo sommare almeno 4 interi, alla potenza 5 almeno 5 e così via. Eulero però non riuscì a dimostrarla e dunque rimase una congettura.

La congettura
di Eulero rimase in sospeso fino al 1966, quando gli
studiosi L. J. Lander e T. R. Parkin pubblicarono un articolo smentita di sole cinque righe sul Bollettino dell'American Mathematical Society, in cui si proponeva il seguente controesempio:

275 + 845 + 1105 + 1335 = 1445

dunque n=5 ma p=4.

La scoperta del controesempio che permise di confutare la congettura avvenne grazie a un errore nell'uso di un programma per calcolatore. Infatti i due matematici non esclusero lo zero dai numeri validi e il programma che crearono con l'idea di trovare soluzioni con 4 quinte potenze portò in realtà a una soluzione con 5 potenze, di cui una appunto lo zero.

06/07/2018

Secondo uno studio condotto da un gruppo internazionale guidato dall'Università di Amsterdam e pubblicato su Nature, si racconta di un'ulteriore conferma sperimentale alla teoria della relatività generale di Einstein del 1916.

La ricerca, in particolare, conferma il cosiddetto principio di equivalenza forte che vale anche nello Spazio per gli oggetti celesti. Secondo quanto già formulato da Galileo nella forma della universalità della caduta libera dei gravi, un mattone e una foglia cadono con la stessa accelerazione di gravità è costante (che vale 9,8 m/s2). Cioè il moto in un campo gravitazionale è lo stesso per tutti i corpi poiché la forza agente è una manifestazione della massa gravitazionale mentre l'accelerazione prodotta è determinata dalla massa inerziale. Generalizzando questo concetto Einstein affermò il principio di equivalenza generale come legge universale che vale anche nello spazio.

Immaginiamo di essere nello spazio fermi all'interno di una navicella spaziale e fluttuare liberamente nell'aria. Se il comandante, però, accende i motori e imprime un'accelerazione pari a 9,8 m/s2 d'un tratto poggeremmo sul fondo della navicella e proveremmo la stessa sensazione che proveremmo sulla Terra. Se nella navicella, ci fosse un uomo bendato che non ha idea dove si trova e gli chiedessimo a questo punto di dirci se si trova nello spazio o sulla Terra lui risponderebbe: "Non lo so!". Si capisce dunque che non c'è modo di distinguere gli effetti della gravità da quelli prodotti da un sistema di riferimento accelerato; in sintesi la massa gravitazionale coincide con la massa inerziale.

Queste ricerche dimostrano che le assunzioni teoriche proposte dal fisico tedesco erano vere nonostante non vi fosse alcuna prova sperimentale. Conferma che si aggiunge alla rilevazione delle onde gravitazionali fatta nel 2016.

Per approfondire, vi segnaliamo l'articolo "La relatività di Einstein riceve una nuova conferma" a firma di Viola Rita apparso su Wired.

Albert Einstein

05/07/2018

Lo scorso 26 giugno sul quotidiano spagnolo El País si raccontava che il corso di studi più desiderato dai ragazzi che si iscrivono quest'anno alle università iberiche è Matematica e Fisica. La classifica del País, basata su dati usciti a inizio mese, tiene in considerazione il punteggio che ciascuno studente deve aver ottenuto al test d'ingresso universitario per accedere al corso: maggiore è la richiesta di un determinato corso e maggiore sarà il punteggio necessario per accedervi. Dei dieci corsi universitari più ambiti, otto riguardano matematica, fisica e scienze informatiche e, come riporta El País, questo è un trend in continua crescita da qualche anno. Il motivo di questo interesse verso la matematica e la fisica è dovuto al fatto che i giovani spagnoli hanno capito che i lavori del futuro passano per di lì, specie quelli meglio pagati.

25/06/2018

Lo scorso 22 giugno è scomparso il celebre matematico fisico russo Grigory Barenblatt. Nato a Mosca il 10 luglio 1927, si era laureato presso la Facoltà di Meccanica e Matematica dell'Università moscovita nel 1950 e, sempre nella capitale russa, ottenne il dottorato tre anni più tardi sotto la guida del grande matematico Andrej N. Kolmogorov.

Grigory Barenblatt

 

I suoi studi sono stati rivolti alla meccanica (fluida e solida) e alla oceanografia e il suo lavoro ha contribuito significativamente allo sviluppo della teoria e delle applicazioni dell'analisi asintotica, in particolare l'analisi asintotica intermedia, nei problemi agli autovalori non lineari e nella relazione con i gruppi di rinormalizzazione.

Barenblatt ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia Timoshenko della Società Americana degli Ingegneri Meccanici, il Premio Modesto Panetti e i premi Maxwell e G.I. Taylor. Membro straniero della Royal Society, è stato membro di molte altre prestigiose società scientifiche, tra cui l'American Academy of Arts and Sciences nel 1975, la National Academy of Engineering degli Stati Uniti nel 1992, la Cambridge Philosophical Society in 1993, Academia Europaea nel 1993 e US National Academy of Sciences nel 1997.

19/06/2018

Con l'ultimo Esame di Stato si chiude una vera e propria epoca, infatti i maturati 2018 saranno tutti ragazzi nati nel 1999 che archivieranno così il Novecento per le scuole superiori. Sono dunque i pro(pro-pro)nipoti di quei ragazzi del '99, celebrati anche da una via nel centro di Milano, che fecero il loro esame durante la prima guerra mondiale. Erano figli di un'Italia povera e prevalentemente agricola, in cui il tasso di analfabetismo superava ampiamente il 40% e solo una minoranza molto ristretta e privilegiata proseguiva gli studi oltre l'obbligo scolastico, fissato a 12 anni.