Nobel a Thaler: una "spinta gentile" all'economia comportamentale

Il 9 ottobre è stato assegnato il Premio Nobel per l'Economia 2017 a Robert H. Thaler "per il suo contributo negli studi sull'economia comportamentale". Pubblichiamo un commento di Fabio Tramontana, docente di  Metodi Matematici Applicati all'Economia e Mathematics for Management presso l'Università di Cattolica di Milano.

 

Se dicessi che il premio Nobel assegnato a Richard H. Thaler è stata una decisione sorprendente mentirei, e ce ne sono le prove nel "commento a caldo" che avevo fatto, sempre nella pagina di MATEpristem, al premio assegnato a Robert J. Shiller nel 2013 dove avanzavo una scommessa che, a quanto pare, ho vinto dopo soli quattro anni. Devo ammetterlo, era una scommessa facile da vincere, si trattava solo di aspettare.

Dopo il premio a Daniel Kahneman nel 2002 e a Shiller nel 2013, non poteva mancare il premio all'economista dell'Università di Chicago, nel caso ci fosse la volontà di continuare a riconoscere l'importanza dei risultati dell'Economia Comportamentale. Questo però non è un semplice ulteriore riconoscimento per questo ramo dell'economia, è qualcosa di diverso. Preparato e prevedibile, ma diverso. Il premio a Kahneman infatti era essenzialmente un premio alla metodologia sperimentale introdotta dallo psicologo israeliano anche in campo economico. Non era certo un riconoscimento della nuova antropologia proposta da Kahneman, che confutava l'homo economicus neoclassico. Lo dimostra il fatto che assieme a lui vinse il premio Vernon Smith, pioniere degli esperimenti in economia anche lui, ma fortemente critico riguardo alle spiegazioni comportamentali fornite da Kahneman.

Quando poi, nel 2013, il premio venne assegnato a Shiller, per la prima volta è stato riconosciuto il ruolo della psicologia in finanza. C'era stata la grande crisi seguita alla bolla del mercato immobiliare statunitense e sembrava doveroso premiare chi aveva previsto quello che sarebbe successo. Ma ci si limitava alla finanza e, anche in quel caso, per evitare di sbilanciarsi troppo, l'economista di Yale dovette condividere il premio con Eugene Fama, padre di una teoria che prevede l'irrilevanza dei comportamenti irrazionali per i mercati finanziari, quindi a un esponente di tutt'altra parrocchia.

Robert H. Thaler

 

Stavolta è diverso. Non solo perché Thaler non condivide con nessuno il premio, ma anche perché egli ha portato e sta portando l'Economia Comportamentale ad un nuovo stadio di sviluppo: da strumento per capire le anomalie presenti nei mercati, a mezzo messo a disposizione dei policy makers per aiutare i cittadini a raggiungere i propri traguardi sfruttando proprio i loro limiti cognitivi. Ad esempio, Thaler insieme a suoi collaboratori ha suggerito un metodo non coercitivo per risparmiare di più in vista della pensione. Sfruttando l'avversione alla perdita, la pigrizia e la mancanza di autocontrollo degli individui (tutti temi che Thaler ha profondamente studiato) è stato possibile costruire un meccanismo di contribuzione che ha portato in doppia cifra la percentuale di reddito accantonata da chi vi ha aderito e nel 2009 erano già il 60% delle grandi imprese statunitensi quelle che lo proponevano ai propri dipendenti. E il bello è che i dipendenti (molto spesso operai) possono uscire facilmente dal piano in ogni momento, ma nella maggior parte dei casi non lo fanno. Questo è il cuore del Paternalismo Libertario, filosofia politica ideata insieme al giurista Cass Sunstein e che si propone come una sorta di terza via tra il paternalismo e il libertarismo. Sfruttando i limiti cognitivi degli individui è possibile creare un ambiente di scelta che favorisca un certo comportamento, senza imporlo. Questo approccio è condensato nell'ormai famoso libro "Nudge", che faceva bella mostra nella libreria di Obama nella Casa Bianca e che allo stesso tempo è stato una guida per il premier conservatore inglese David Cameron, il cui governo lo ha utilizzato per ridurre notevolmente l'evasione fiscale (con pratiche che in Italia nessuno ha mai pensato di utilizzare). Le teorie di Thaler sono bipartisan perché sono semplicemente umane.

L'Accademia Reale delle Scienze di Svezia, nella motivazione al premio, sottolinea il ruolo di ponte tra le analisi economiche e psicologiche svolto dagli studi di Richard Thaler. Un ponte che possiamo immaginare gettato dallo psicologo Kahneman e raccolto e completato, fra gli altri, dall'economista di Chicago.

Il compito degli economisti comportamentali è pero ben lungi dall'essere completato. Parafrasando il titolo di uno degli articoli di Thaler, la "fine dell'economia comportamentale" si avrà quando verrà eliminato il termine "comportamentale" e l'impiego di metodi e assunzioni psicologiche sarà una caratteristica dell'economia tout court, e non solo di un suo ramo. A quel punto tutti i premi Nobel per l'Economia verranno assegnati a studiosi che integrano e contaminano l'economia con le altre scienze sociali, ma non sarà questo il motivo per cui vinceranno il premio.

 

Bibliografia

[1] R.H. Thaler e C. Sunstein, Nudge: La Spinta Gentile, Feltrinelli, 2014.

[2] R.H. Thaler, "The end of behavioral finance", Financial Analysts Journal, n. 55, 1999, pp. 12-17.